LA STORIA - Anticiacum

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DALL’ANTICO NOME DI ANTICIACUM A QUELLO MODERNO DI INZAGO

Tutte le località geografiche del territorio nel quale viviamo hanno un loro nome
specifico che, non di rado, trae spunto e origine dalle peculiarità di quel luogo, quali,
ad esempio, le sue caratteristiche fisiche e morfologiche, piuttosto che gli aspetti
naturalistici che lo caratterizzano o, ancora, derivati dai nomi delle famiglie o dei
personaggi importanti che in quel territorio vissero o che in tali luoghi ebbero dei
possedimenti.
Dovendo, però, risalire all’origine del nome di una località che non presenti una
facile e immediata classificazione in una delle categorie sopra accennate, le
possibilità e gli indizi di carattere etimologico aumentano al punto che, in alcuni casi,
la scelta di una categoria piuttosto che un’altra può divergere in funzione delle
personali intuizioni / interpretazioni da parte dei vari studiosi che si sono occupati di
toponomastica, ossia lo studio dell’origine e del significato dei vari nomi geografici.
È questo il caso del nome dell’attuale borgata di Inzago che, a partire dal primo
documento di epoca altomedievale nella quale risulta citata, è stata indicata con il
nome di Anticiacum, con tutta una serie di leggere varianti ortografiche così come si
costumava allora e come si può leggere nei vari documenti notarili di quell’epoca:
Andiciago; Andiciacum; Andiciaco; Anteciacum; Inticiacum.
Non è cosa banale, infatti, trovare un indizio o un’immediata assonanza che permetta
di incasellare il nome di Anticiacum in una delle categorie che sono state citate sopra;
così come non è neppure immediato e intuitivo cogliere i vari passaggi linguistici che
hanno permesso la trasformazione dalla primitiva forma altomedievale (Anticiacum),
fino ad arrivare alla più concisa e stringata trascrizione moderna del suo nome
(Inzago).
A conferma di ciò, proviamo a trascrivere qui sotto quello che si può leggere circa
l’origine del nome di Inzago nei vari dizionari di toponomastica che sono stati
pubblicati in passato, fermo restando il fatto che non vi è alcun dubbio da parte degli
studiosi che l’antica Anticiacum sia da individuare con assoluta certezza nell’attuale
località di Inzago, nonostante, come abbiamo già detto sopra, l’assonanza tra i due
nomi non sia così evidente a una prima lettura.

DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA LOMBARDA

(Dante Olivieri)

Inzago, MI, dial. Inzàgh; = Aniciaco a. 848, Andiciaco a. 855, Anticiaco a. 867
(Giul., I, 196, ecc.); fundo Anticiaco a. 870 (Cod. Long., 420; onde, ibid., finis
Anticiasca). Mi par sicura l’origine dell’aggett. Andetiacus dal nome personale
Andetius (Schulze, p. 15, registra appunto un agg. Andetiacus); attraverso
*And’tjacus, *Anzàgh, con la non rara sostituzione di In- ad An- iniziale. – Dal nome
del luogo venne quello della famiglia Inzaghi, e anche il nome d’una specie d’uva:
l’uga Inzaga (Cherubini).



DI ALCUNE FORME DE'; NOMI LOCALI DELL' ITALIA SUPERIORE

- DISSERTAZIONE LINGUISTICA -

(Giovanni Flechia)

Inzago (Mil. ), Anticiacum, Anticius. Le antiche forme Anticiacum, Anteciacum,
Anticiaco, che, anche con Inticiacum, ricorrono assai spesso, come rispondenti
all'odierno Inzago, ne' documenti lombardi, renderebbero non inverisimile codesta
derivazione. Non conosco un gentilizio Anticius, ma non è punto inverisimile se si
confronti con Antius od anche col cognome Anticus (Grut. inscr.), come pure col
fundo Anticiano del codice bavarese (p. 15). Una derivazione d'Inzago per via
d’Aniciacum dal notissimo gentilizio Anicius o di Antiacum da Antius, che sarebbero
pur verisimili dal lato linguistico, è fatta problematica dal troppo spesso incontrarsi
nelle carte medievali la forma Anticiacum.
Ancora un'ultima ipotesi. La tavola di Velleja (II, 47) ha un fundus Antistianus da
Antistius; alla qual forma rispondono i locali Antisciana (Garfagnana) e Antessano
(Nap.). Ora non potrebbe egli essere che l’Anticiacum, Anteciacum de’ bassi tempi
fosse una rappresentanza meramente grafica di Antesciaco, secondo che sarebbe
venuto a sonare Antistiacum da Antistius? Il cod. bav. (p. 16) ha f. Antisiani e f.
Antisiano che stanno probabilmente per Antistiani, Antistiano. È noto come
nell'ortografia di quel tempo fosse ordinario il rendere per via di cia cio non solo tia
tio, ma anche sia sio (p. e. Urcianum - Ursianum). In questo caso 1'Inzago nato da
Antsago, Antessago (Antissiago, Antistiacum) non avrebbe nulla d'irregolare,
perocchè lo “z” sorto dalla sibilante e da un “t” precedente venuti fra loro a contatto,
è un fatto assai comune ne' nostri volgari, già proprio degli antichi dialetti italici,
come p. e. umbr. horz (shorts, lat. hortus), tosc. venzoldi - vent-soldi, venzette = vent-
sette, Orzammichele - Ort-san-M-, Porzantamaria = Port-sant – e, fra due vocali,
sozzopra - sotsopra, prezzemolo - pret-semolo (petroselinum), ecc.

TOPONOMASTICA DELLA LOMBARDIA

(Cesare Comoletti)

L’antica Anticiacum fece la sua comparsa nei documenti scritti nell’848 e nel
medioevo Inzago appartenne all’abate del monastero di Sant’Ambrogio. Chiamato in
pecedenza Aniciaco, tradizione vuole che derivi dal gentilizio latino Andetius, con
modifica dell’iniziale “An” in “In”.

DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA
STORIA E SIGNIFICATO DEI NOMI GEOGRAFICI – UTET

(Carla Marcato)

Inzago (Mi). Centro a 26 Km da Milano, presso il naviglio della Martesana.
In dialetto Insàk (DETI 261), il toponimo è documentato dall’anno 848 Aniciaco,
anno 855 Andiciaco, anno 867 Anticiaco, ecc., e deriva dall’antroponimo latino
Andetius, con il suffisso prediale -ācus e con la sostituzione di An- con In- (vedi
Olivieri 1961a, 284-285).



ALCUNE CONSIDERAZIONI

A conclusione di questa breve presentazione degli stralci di testo tratti dai dizionari di
toponomastica riguardanti l’origine del nome di Inzago, è il caso di aggiungere
alcune note, al fine di chiarire qualche dubbio che potrebbe nascere dopo aver letto le
trascrizioni sopra riportate:
- Il primo documento nel quale compare il nome di Anticiacum è una Cartola
donacionis dell’anno 840, che precede, quindi, l’atto Convienentia dell’anno 848,
quest’ultimo indicato da tutti gli autori come il documento più antico in cui compare
il nome di Inzago (a tale riguardo, si può consultare la sezione: “I documenti più
antichi nei quali è citato Inzago” del sito “www.inzagostudistorici.it”)
- Il nome Aniciacum (con l’ipotetico riferimento all’antica famiglia di epoca romana
degli Anicii) alcune volte indicato come la primitiva e più antica forma del nome di
Inzago sembrerebbe piuttosto dubbia, perché nelle varie trascrizioni dei documenti
consultati, risulterebbe scritto “Anticiacum” già a partire dal primo documento (la
Cartola donacionis dell’840) e in tale forma risulterebbe sempre scritto anche nei
documenti successivi, seppure con le leggere e ben note varianti ortografiche, che
caratterizzarono tale nome nel periodo altomedievale.
- A parte il Flechia, gli altri autori sembrano accettare e riproporre in maniera
piuttosto acritica l’interpretazione fornita da Dante Olivieri, il quale indica per Inzago
una derivazione dal gentilizio “Andetius”. Per inciso, vale la pena di ricordare che
Dante Olivieri, filologo, glottologo e linguista considerato uno dei maggiori esperti di
toponomastica italiana del Novecento, ha sempre avuto una spiccata tendenza a far
derivare gli attuali nomi delle località geografiche partendo dagli antichi nomi
gentilizi o prediali latini.
- L’identificazione dell’antica Anticiacum con l’attuale località di Inzago, oltre a non
essere mai stata messa in dubbio dagli studiosi di toponomastica, in qualche caso
venne addirittura usata per giustificare le trasformazioni linguistiche riscontrabili nei
nomi di altre località. È il caso dell’antica villa rustica del Rus Cassiciacum (dove
Sant’Agostino si ritirò per breve tempo presso il grammatico Verecondo, attorno al
386 / 387 d.C., prima di essere battezzato a Milano da Sant’Ambrogio) il cui nome
attuale suona Cassago Brianza, in provincia di Lecco.
Va ricordato che il nome dell’antica Cassiciacum, in realtà, nei secoli passati aveva
dato origine a una vexata quaestio tra le due località di Cassago Brianza e quella di
Cas’ciago in provincia di Varese (è stato inserito un apostrofo, per ricordare che la
pronuncia del nome di tale località prevede che le due consonanti “s” e “c” vengano
pronunciate separatamente e non secondo l’uso della lingua italiana che le vorrebbe
fuse tra di loro in un unico suono, come nel caso della parola “sciatore”). Queste due
località, dunque, si contendevano l’onore di avere ospitato Sant’Agostino, ed è
proprio per dirimere tale controversia che mons. Luigi Biraghi – che fu, tra le altre
cose, prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano, nonché fondatore delle suore
Marcelline di Cernusco sul Naviglio – in un suo scritto giustificò il passaggio
dall’antico nome di Cassiciacum a quello moderno di Cassago, prendendo come
esempio e come modello proprio la trasformazione dell’antico nome di Anticiacum in
quello attuale di Inzago.
- Il suffisso “-ago” che è caratteristico di molti nomi di località lombarde (e, più in
generale, del Nord Italia), nella parlata vernacolare termina con il suono finale “-àk”,
assai simile, per quanto attiene alla pronuncia, a quello di molti nomi di località
transalpine, il che ha sempre ingenerato l’idea che fosse indice di nomi di matrice
celtica; a differenza dei suffissi “-anum” / “-ianum” i quali, invece, sarebbero tipici
dei nomi di matrice latina che, nell’attuale forma italianizzata, terminano in “-ano” /
“-iano”. Vi sono, però, varie eccezioni, quindi si tratta di un elemento non sufficiente
a stabilire una cesura netta tra i nomi di matrice celtica e quelli di origine latina:
servono altre considerazioni e altri elementi più caratterizzanti e più dirimenti per
poter trarre delle sicure conclusioni circa l’origine di tali nomi.
- Sempre a proposito del dualismo sull’origine celtica / latina del nome Anticiacum, è
bene ricordare che alcuni maestri delle scuole elementari di Inzago del secolo scorso,
appassionati di storia locale, disquisivano su quale fosse la corretta pronuncia del
nome: Anticiàcum (pronuncia celtica), oppure Anticìacum come suonerebbe, più
squisitamente, in latino?
Ognuno può, naturalmente, ipotizzare quale possa essere la pronuncia più adatta del
nome, non dimenticando, però, un importante particolare: nella forma moderna del
nome di Inzago è completamente sparita la vocale “i” inserita nella posizione
mediana del nome e questo passaggio linguistico risulta più facilmente giustificabile
con la pronuncia celtica, visto la vocale “i” non risultava accentata; mentre sarebbe
più difficile da giustificare con la pronuncia latina, dove la vocale “ì” era accentata,
quindi aveva il carattere di una vocale forte, di conseguenza non facilmente
sopprimibile dal nome.
- Sempre riguardo l’origine del nome di Inzago, non è neppure il caso di prendere in
seria considerazione quello di Insubromagium (la casa degli Insubri!), essendo
un’invenzione del gesuita padre Guido Ferrari, che insegnava Eloquenza presso il
Collegio de’ Nobili di Milano ospitato negli edifici del palazzo di Brera nella seconda
metà del Settecento e che trascorreva le vacanze estive presso l’attuale villa Facheris
di Inzago, in qualità di precettore degli studenti del Collegio de’ Nobili. Tale nome è
stato più volte ripreso e citato in alcuni testi di storia locale ottocenteschi e ha avuto,
quindi, una certa diffusione, ma più per la curiosità che un termine così
“magniloquente” destava nel lettore che non per le solide basi linguistiche sulle quali
poggiava.
(Il testo latino originale di padre Guido Ferrari nel quale compare il nome di
Insubromagium, si può leggere nella sezione “Curiosità inzaghesi” del sito
“www.inzagostudistorici.it”).
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